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Luglio potrebbe sorprendere: 5 motivi per cui il Dow Jones mostrerebbe una performance eccellente secondo la storia

Luglio potrebbe sorprendere gli investitori del Dow Jones, storicamente uno degli indici azionari più stabili e osservati a livello globale. L’analisi dei dati passati suggerisce che il settimo mese dell’anno riserva spesso performance superiori alla media, con rendimenti che in alcuni periodi hanno superato abbondantemente il 4 %. Ma cosa ci dicono le statistiche storiche? E che indicazioni emergono se si confrontano anni specifici del passato? I numeri aiutano a chiarire le aspettative per il luglio 2025.

Performance media storica: luglio è tra i mesi migliori per il Dow Jones

Secondo i dati raccolti da CFRA Research e LPL Financial, il mese di luglio si è chiuso con un rendimento positivo nel 65 % dei casi, calcolando i dati dal 1928 a oggi. Il rendimento medio mensile per il Dow Jones si attesta attorno al +1,4 %, con un incremento significativo nei cosiddetti “anni elettorali”, in cui la media sale oltre il +2 %.

Anche i dati più recenti sembrano confermare questa tendenza: nel luglio 2023 il Dow ha registrato un incremento del +3,1 %, mentre nel luglio 2024 ha segnato un brillante +4,4 %, secondo Bloomberg. Questi risultati si inseriscono in una tendenza stagionale positiva che vede luglio come uno dei mesi più robusti per l’indice, in particolare in contesti di moderata espansione economica.

Luglio tende a beneficiare anche di una pausa dalla pressione macroeconomica e politica: la stagione degli utili si avvia, i dati sull’inflazione sono già stati pubblicati a giugno, e spesso le banche centrali si prendono una “pausa comunicativa”. Questo contesto può favorire l’ottimismo degli investitori e un’accelerazione dei flussi verso i titoli industriali e ciclici, che pesano in modo rilevante sul Dow.

Secondo gli analisti di MarketWatch, il Dow Jones potrebbe chiudere il luglio 2025 con un guadagno compreso tra il +1,5 % e il +3 %, salvo eventi geopolitici inattesi. Questo scenario si fonda sulla storicità del pattern, su indicatori tecnici positivi e sulla buona tenuta dei dati macro statunitensi nel secondo trimestre.

Confronto con gli anni 1925, 1945, 1965, 1985 e 2005: un luglio storicamente generoso

Per rafforzare la validità dell’analisi statistica, è utile esaminare il comportamento del Dow Jones in anni emblematici e distribuiti nel tempo. Abbiamo scelto cinque annate: 1925, 1945, 1965, 1985 e 2005. In quattro casi su cinque, il mese di luglio ha chiuso in territorio positivo, con un rendimento medio del +2,76 %, ben superiore alla media storica complessiva.

Nel dettaglio, luglio 1925 ha segnato un +4,2 %, in piena fase di espansione pre-crack del 1929. Il luglio 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale, ha beneficiato di un clima euforico sui mercati, con un guadagno stimato vicino al +5 %. Anche il 1985, anno forte dell’era Reagan, ha registrato un +4,3 %, mentre il 1965 ha visto un modesto ma comunque positivo +0,6 %.

L’unico anno con segno negativo è stato il 2005, che ha chiuso luglio a –0,3 %, in un contesto di mercato neutro e incerto. Tuttavia, anche in questo caso, la flessione è stata contenuta e non ha inciso significativamente sull’andamento annuale.

Il confronto tra la media storica generale di luglio (+1,4 %) e quella dei cinque anni selezionati (+2,76 %) evidenzia una tendenza rialzista ancora più marcata nei periodi storici osservati. Ciò rafforza l’ipotesi che luglio 2025 possa chiudersi in positivo, con un rendimento potenziale vicino a quello degli anni di riferimento, soprattutto se il contesto macroeconomico dovesse restare favorevole.

Le statistiche non sono una garanzia, ma offrono una bussola solida per orientarsi. E in questo caso, la bussola sembra puntare verso nord.

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