assistenzapaff@gmail.com

Il robotaxi cambia tutto? Le banche si dividono su Tesla

Un’ondata di previsioni contrastanti ha colpito il mondo dell’auto elettrica, proprio nel momento in cui tutti aspettavano una direzione chiara. Le ultime settimane sono state una corsa sulle montagne russe per chi osserva da vicino Tesla, e la verità sembra cambiare a seconda di chi la racconta. Chi ha ragione? E perché il futuro dell’azienda più discussa dell’automotive sembra così difficile da decifrare? Una risposta semplice non c’è, ma alcune domande iniziano a trovare forma.

A volte basta un titolo, un post o una dichiarazione per far salire o crollare il valore di un’azienda in Borsa. Ma quando si parla di Tesla, non si tratta solo di numeri. C’è qualcosa di molto più profondo: una narrazione che unisce ambizioni futuristiche e criticità molto terrene. Da marzo a giugno 2025, ogni giorno ha portato un nuovo colpo di scena. Dal crollo delle vendite in Europa agli entusiasmi per il robotaxi, passando per le oscillazioni improvvise del titolo in Borsa, tutto contribuisce a creare un clima in cui ogni previsione sembra valida… e smentibile nello stesso istante.

Se desideri scoprire come usiamo un metodo statistico e basato sullo studio delle serie storiche per prevedere con alta probabilità il comportamento dei mercati sia in termini di prezzo che di tempo, scrivici a: assistenzapaff@gmail.com.

Il punto è che non si sta parlando solo di auto, ma di un’idea, di una visione che coinvolge la tecnologia, la politica, la mobilità urbana e persino la cultura pop. Elon Musk, nel bene e nel male, riesce ancora a tenere i riflettori puntati su ogni mossa del gruppo. Ma anche i numeri contano, e i dati degli ultimi mesi mostrano un quadro più complicato del previsto. Gli analisti si dividono: c’è chi è pronto a scommettere tutto e chi invece preferisce stare a guardare. Nel mezzo, investitori confusi, mercati incerti e un futuro che sembra scritto a più mani.

Robotaxi e intelligenza artificiale: sogno visionario o trappola di mercato?

C’è un concetto che domina ogni discussione attorno a Tesla in questi mesi: robotaxi. È il grande sogno, la promessa che potrebbe riscrivere il concetto stesso di mobilità. Elon Musk punta tutto su questo progetto, al punto da dichiarare che la sua azienda potrebbe mettere su strada un milione di robotaxi entro il 2026. È una scommessa ambiziosa, ma anche estremamente rischiosa. La presentazione ufficiale è attesa per il 22 giugno ad Austin, in Texas, ma già oggi i dubbi si moltiplicano.

Alcune banche d’investimento, come Wedbush e Cantor Fitzgerald, sembrano credere fermamente nel potenziale dell’auto autonoma, fissando target azionari che arrivano fino a 500 dollari. Anche Morgan Stanley ha rilanciato su questo scenario, inserendo Tesla tra le sue “Top Pick” proprio grazie alla spinta verso l’intelligenza artificiale. Il quadro, però, non è affatto uniforme. Wells Fargo e Guggenheim, ad esempio, mantengono un atteggiamento decisamente più cauto, segnalando difficoltà nelle consegne e scarsa redditività del core business.

Ciò che colpisce è la distanza tra la narrazione futuristica e le performance attuali. La tecnologia FSD (Full Self Driving) ha ottenuto autorizzazioni iniziali solo per test limitati in California e rimane lontana da una diffusione su larga scala. Inoltre, anche se gli aggiornamenti software fanno progressi, la concorrenza – soprattutto in Asia – avanza veloce. In questo scenario, la parola chiave Tesla diventa sinonimo di scommessa: c’è chi la considera geniale e chi la vede come un’illusione pericolosa.

Valutazioni contrastanti e tensioni globali: una fiducia spaccata in due

Negli ultimi tre mesi, il consenso degli analisti si è cristallizzato su un prudente “Hold”, ma le sfumature tra le diverse valutazioni sono enormi. Si passa dai 120 dollari indicati da Wells Fargo ai 500 dollari suggeriti da Wedbush, una forbice che racconta molto più di quanto sembri. Al centro ci sono incertezze operative, dati di vendita deludenti e segnali contraddittori da parte dei mercati globali. Le vendite in Germania, ad esempio, sono crollate del 76% su base annua a febbraio. Un dato pesante, accentuato dalle proteste contro le politiche ambientali e dall’immagine controversa di Elon Musk.

Nel frattempo, la Cina rappresenta una doppia faccia per Tesla. Se da un lato le immatricolazioni settimanali mostrano una ripresa, dall’altro i dati trimestrali restano deboli. Questo tira e molla ha reso il titolo estremamente volatile, alternando rimbalzi brevi a discese altrettanto improvvise. Il 17 giugno, ad esempio, si è registrato un calo del 3,9% intraday, a dimostrazione di quanto gli investitori restino nervosi.

Nel primo trimestre 2025, le consegne globali non hanno raggiunto le aspettative, creando ulteriori pressioni. Secondo gli analisti di RBC e Mizuho, Tesla dovrebbe consegnare 1,5 milioni di veicoli nei restanti mesi per tenere fede agli obiettivi di crescita annuale. Una missione che appare tutt’altro che semplice, soprattutto se si considera l’impatto di fattori esterni come le tensioni geopolitiche, le politiche ambientali e le normative sulla guida autonoma.

In questo scenario frammentato, Tesla continua a essere al centro di un dibattito acceso: avanguardia tecnologica o azienda sopravvalutata? Gli investitori di lungo termine sembrano puntare sulla visione, mentre i trader più reattivi cavalcano ogni notizia nel tentativo di anticipare il mercato. Forse è proprio questa polarizzazione a rendere il titolo così affascinante: non esiste una sola Tesla, ma molteplici narrazioni che convivono, si scontrano e si reinventano ogni giorno. E a questo punto, la vera domanda potrebbe essere un’altra: quanto di tutto questo è davvero guidato dai fondamentali?

Condividi:

Disclaimer

Analisi dello scenario economico e previsioni di Borsa
Le informazioni, i calcoli di probabilità e le previsioni presenti negli articoli, negli Ebooks, emails e nei reports, hanno carattere esclusivamente informativo e non rappresentano una “sollecitazione all’investimento” o un’offerta, né una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari e/o di qualsiasi tipologia di servizi di investimento ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. t) del D.Lgs. 58/1998.

Negli articoli e nei webinars  si analizzano le serie storiche e si cerca, mediante calcoli statistici, di costruire delle mappe di probabilità che permettono di tracciare gli scenari più probabili per il futuro.
L’unico scopo infatti,  è di fornire elementi di studio basati su calcoli statistici delle serie storiche dell’andamento dei mercati. Pertanto questi dati non possono essere considerati IN NESSUN MODO come previsioni certe o operazioni di investimento da effettuare.
L’Autore e l’Editore declinano ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati, danni, perdite economiche, danni diretti o indiretti derivanti dall’uso o dalla divulgazione delle informazioni contenute in questo Sito, negli articoli, negli Ebooks, emails e nei reports,
Inoltre, non avrà alcuna responsabilità per le eventuali perdite subite dall’Utente per aver utilizzato a qualsiasi titolo i dati contenuti nelle informazioni lette.

Quando in alcuni articoli si fa riferimento a dati di bilancio e a raccomandazioni e giudizi (fair value) degli analisti non si fa altro che riportare le news contenute in siti specializzati (Marketscreener) o di SIM e SGR e società (soggetti) autorizzate/i.