Cosa succede davvero ai mercati quando sembra che siano in balia di un solo uomo? Tra tweet notturni, colpi di scena e cambi repentini di rotta, le borse internazionali sembrano vivere con il fiato sospeso. E c’è un nome che ritorna sempre, che rimbomba tra i titoli dei giornali e le stanze della finanza globale: Donald Trump.
Ma è davvero solo colpa sua? Oppure c’è dell’altro che si sta muovendo sotto la superficie? Mentre ci si avvicina a due date chiave per i mercati azionari, le tensioni non sembrano placarsi. Le scadenze tecniche, il ruolo della Fed, il comportamento degli investitori: tutto si intreccia in una trama che non è facile districare. E come diceva qualcuno: lo spettacolo può continuare. Anzi, forse… deve.
Vuoi scoprire come prevedere i mercati in termini di prezzo e tempo, con probabilità a favore fino all’80%?
Scrivici a assistenzapaff@gmail.com per iniziare.
Negli ultimi giorni, si è respirata un’aria strana sui mercati finanziari internazionali. Non è solo questione di indici che oscillano o valute che vacillano, ma di una sensazione più sottile, quasi impalpabile, che qualcosa stia per cambiare. Un passaggio, forse, una fase nuova. Le parole e le uscite di scena di Donald Trump, il suo continuo alternare minacce e rassicurazioni, hanno lasciato una scia di incertezza che molti faticano a interpretare. Dalla Fed all’Iran, da Elon Musk ai dazi, ogni frase, ogni tweet diventa materia di analisi per analisti e investitori.
La sensazione è quella di assistere a un teatro, dove ogni attore ha il suo copione, ma il regista cambia idea a metà spettacolo. E questo regista sembra proprio essere l’ex presidente americano. In mezzo, ci sono le borse, gli operatori e chi cerca di capire quale sarà la prossima mossa. In tutto questo, tra il 18 e il 20 giugno, si incrociano due scadenze importanti per gli strumenti finanziari: momenti tecnici che però, quest’anno, sembrano carichi di un peso diverso. Cosa potrà succedere dopo? Alcuni segnali stanno emergendo, ma sarà la chiusura del 20 giugno a indicare con maggiore chiarezza la direzione.
I mercati azionari e l’effetto Trump: quando la finanza è un reality show
C’è chi ha detto che Donald Trump non fa politica, ma intrattenimento. E se fosse vero, allora il palcoscenico migliore è proprio quello dei mercati finanziari internazionali. Il suo stile imprevedibile, fatto di colpi di scena, promesse e smentite, ha reso difficile qualsiasi previsione. Che si parli di dazi alla Cina, delle tensioni con l’Iran, o delle pressioni sulla Fed, l’effetto è sempre lo stesso: instabilità. Eppure, quella instabilità sembra piacere a qualcuno. I movimenti repentini portano volatilità, e la volatilità è una miniera per chi sa come muoversi.
Negli ultimi mesi, ogni volta che Trump ha attaccato Jerome Powell o si è scagliato contro Elon Musk, le borse hanno reagito. A volte in positivo, a volte in negativo. Non si tratta solo di parole, ma di un vero e proprio gioco di potere che si riflette nei numeri. In particolare, il rapporto con la Federal Reserve è diventato un braccio di ferro. Trump accusa, Powell risponde con la diplomazia dei tassi. E intanto, gli operatori osservano, pronti a cogliere qualsiasi segnale utile.
Non bisogna però cadere nella trappola di pensare che tutto ruoti attorno a una singola figura. I mercati sono influenzati anche da dati macroeconomici, da dinamiche settoriali e da fattori geopolitici. Ma è innegabile che, in questo momento, l’ex presidente eserciti un peso specifico fuori dal comune. I suoi interventi possono spostare l’attenzione degli investitori in modo brutale. Ecco perché ogni sua mossa viene letta con il fiato sospeso, come se da un momento all’altro potesse ribaltare il tavolo.
Tra scadenze tecniche e segnali di inversione: cosa aspettarsi dopo il 20 giugno
C’è un aspetto meno spettacolare, ma non meno importante, che sta per manifestarsi sui mercati azionari internazionali: le scadenze tecniche di giugno. In particolare, tra il 18 e il 20 si sovrappongono due eventi cruciali, uno mensile e uno annuale, che potrebbero agire da catalizzatore. Chi opera da anni sa bene che in queste giornate si concentrano volumi e strategie di copertura che possono alterare temporaneamente i movimenti. Ma quest’anno, complice l’atmosfera già tesa, c’è qualcosa in più.
Vuoi scoprire come prevedere i mercati in termini di prezzo e tempo, con probabilità a favore fino all’80%?
Scrivici a assistenzapaff@gmail.com per iniziare.
I nostri modelli matematici e le analisi quantitative suggeriscono che da queste date potrebbe partire una fase direzionale più marcata. Il difficile è capire in che direzione. Se la chiusura di giovedì 20 giugno sarà al di sopra di determinati livelli tecnici, allora è probabile che si apra una fase rialzista. In caso contrario, l’inerzia potrebbe portare verso il basso, almeno nel breve periodo. Molto dipenderà da come verranno interpretate le prossime mosse di Powell e dalla tenuta dell’economia americana.
Al momento, non si può parlare di una tendenza chiara. Ma è evidente che la pressione sta aumentando. Il mercato è in attesa, quasi immobile, come in quelle giornate afose prima del temporale. L’idea che tutto possa cambiare da un momento all’altro è ormai radicata. E forse, proprio per questo, ogni segnale, anche il più piccolo, sarà amplificato. Lo “show” quindi, come recita la frase celebre, può davvero continuare. Ma a quale prezzo? E con quale copione? La risposta, forse, inizierà ad arrivare proprio da domani.